Azufre rojo 2021, n. 9

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    Note sul Sufismo visivo: rappresentazioni grafiche a supporto della realizzazione spirituale nel Tasawwuf.
    (Universidad de Murcia, Servicio de Publicaciones., 2021) Martini, Giovanni Maria
    Questo articolo raccoglie considerazioni di carattere introduttivo sul Sufismo visivo, ovvero sul vasto e complesso tema dell’utilizzo di rappresentazioni grafiche nella letteratura sufi, soffermandosi su un aspetto in particolare, ovvero su come questi diagrammi in molti casi siano stati concepiti dai maestri sufi che li idearono e dai loro fruitori come strumenti grafici a supporto della realizzazione spirituale; contemporaneamente esso si interroga, attraverso l’analisi dei testi, sulle ragioni che spinsero alcuni esponenti del Sufismo ad adottare questo particolare mezzo espressivo. Per far ciò sono stati presi in considerazione autori di epoche diverse, partendo da al-Ḥallāǧ (m. 309/922), passando per Ibn ʿArabī (m. 638/1240) -il cui impulso appare determinante nello sviluppo di questo fenómenoproseguendo con alcuni eminenti esponenti della Scuola Akbariana quali Ḥaydar Āmulī (m. dopo il 787/1385) e Muḥammad Šīrīn Maġribī (m. 810/1408), per concludere con un maestro Naqšbandī contemporaneo di nome Abū l-Ḥasan Zayd Fārūqī (m. 1993). Questo excursus, sebbene breve e sommario, ripercorrendo più di mille anni consente di accertare la diffusione e la lunga fortuna del mezzo espressivo grafico nella storia del Taṣawwuf, il quale rimane ancora oggi poco conosciuto e che solo raramente viene avvertito come una delle tecniche spirituali proprie del Sufismo.
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    Poesia araba e Sufismo nell’etiopia contemporanea, fra pratica e dottrina.
    (Universidad de Murcia, Servicio de Publicaciones., 2021) Petrone, Michele
    In questo studio si prenderanno in esame alcuni esempi provenienti dall’Etiopia Sud Occidentale, tutt’ora inediti. Composti da Sufi locali fra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, questi testi mostrano un profondo legame con la pratica del mawlid come festività popolare. Allo stesso tempo i versi racchiudono alcuni insegnamenti metafisici di scuola akbariana.
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    Métodos de realización espiritual en el Sufismo.
    (Universidad de Murcia, Servicio de Publicaciones., 2021) Ventura, Alberto
    A diferencia de otras formas de conocimiento que conforman las disciplinas del saber de la tradición islámica, el sufismo no se limita a la especulación teórica, sino que comprende una serie de métodos rigurosos de realización interior, en tanto que vía iniciática. El más conocido de estos métodos es el ḏikr, la repetición o invocación de los Nombres Divinos, práctica que puede ir acompañada de una diversidad de ejercicios contemplativos, que pueden incluir el control de la respiración, posturas corporales y la meditación por medio de visualizaciones. El objetivo de este artículo es explorar con cierto grado de minuciosidad los aspectos más relevantes de estas prácticas, y muy particularmente la noción de murāqaba o contemplación, considerada por algunas escuelas de sufismo como la forma más directa y eficaz de realizar el conocimiento de lo divino.
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    L'esegesi coranica, il Sufismo sciita e la metafisica di Ibn Arabi: considerazioni sulla storia intellettuale del Sufismo sciita nel XIX secolo.
    (Universidad de Murcia, Servicio de Publicaciones., 2021) Cancian, Alessandro
    Ibn ʿArabī ebbe una influenza profonda e duratura sulla tarda filosfia del mondo dell’Islam, in particolare nelle sue regioni orientali. La sua influenza fu talmente pervasiva che temi, vocabolario e concetti di origine ‘akbariana’ divennero comuni e prevalenti nella letteratura religiosa per moderna e moderna. Questo articolo tocca alcune di queste idee e concetti, in particolare l’approccio di Ibn ʿArabī alla nozione di ‘unità’ così come rialaborato nel lavoro di un importante, ancorché poco studiato sino ad oggi, maestro sufi sciita, Sulṭān ʿAlī Shāh Gunābādī (m. 1909). Questo studio del lavoro di Sulṭān ʿAlī Shāh dimostra come il maestro iraniano negozi la sua lealtà ideale nei confronti dello Shaykh al-Akbar, mantenendo al contampo una cristallina consapevolezza della delicatezza dei temi trattati prendendo le necessarie distanze dalla lettera della teoria, ove ciò fosse necessario, eppure nello stesso tempo corroborando la propria adesione intellettuale e spirituale al cuore della metafisica del maestro andaluso.
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    Open Access
    Oscillando tra metodo Jahri e Khafi nella valle del Fergana.
    (Universidad de Murcia, Servicio de Publicaciones., 2021) De Zorzi, Giovanni
    Questo articolo prende in esame i metodi di realizzazione spirituale di alcuni dervisci detti naqsbandī jahrī incontrati nella valle del Fergana (Uzbekistan), i quali impiegavano sia lo zikr khāfī (“silente, interiore”) che quello jahrī (“sonoro, manifesto”). Più in generale, in Asia centrale il modo di esecuzione dello zikr connota e distingue due scuole dette, significativamente, khāfīyya e jahrīyya, ognuna delle quali prevede, oltre allo zikr, una serie di pratiche che le sono tipiche e che vengono qui isolate, descritte e analizzate partendo dalle informazioni raccolte durante una ricerca sul campo svolta secondo i metodi dell’etnomusicologia, dell’antropologia e dell’orientalismo. In particolare, vengono trascritti e analizzati alcuni peculiari tipi di zikr, sia khāfī che jahrī, e un inedito cerimoniale detto raqs-i samā‘ (raqs-u samo) per il quale si ipotizza, in base a diversi elementi, un ricollegamento con i dervisci naqshbandī āfāqī, attivi sin dal XVIII secolo sui territori dell’attuale Xinjiang cinese. L’articolo termina, infine, con alcune osservazioni dei dervisci intervistati sui valori funzionali di alcuni tipi di zikr.